“Mio Padre”: il ritratto poetico di un padre che continua a vivere nei ricordi

Esistono persone che continuano a camminare accanto a noi anche quando non sono più presenti.

È il caso del padre descritto da Lucia Manuppelli nella poesia Mio Padre, un ritratto intenso fatto di piccoli gesti, consigli silenziosi e affetto autentico.

Un uomo ricco di valori

La poetessa descrive il padre come una persona dai modi discreti e rispettosi, capace di trasmettere serenità semplicemente con la sua presenza.

La sua forza non risiede nell’autorità, ma nella capacità di ascoltare e comprendere.

Educare con tenerezza

Uno degli aspetti più belli della poesia è il modo in cui vengono raccontati i consigli del padre.

Non sono mai imposizioni.

Sono parole pronunciate con equilibrio, dove il rigore convive con la dolcezza.

Questo rende la figura paterna ancora più vicina e profondamente umana.

Il ricordo che resta

Tra le immagini più emozionanti emerge quella del padre che, nonostante il peso degli anni, rialza lo sguardo verso il cielo su invito della figlia, restituendo un momento di grande tenerezza familiare.

È un’immagine semplice che racchiude tutta la forza dell’amore tra padre e figlia.

Un messaggio universale

Pur raccontando una storia personale, questa poesia riesce a parlare a tutti.

Ognuno può ritrovare nei suoi versi il ricordo di una figura che ha lasciato un segno nella propria vita.

Conclusione

Mio Padre ci ricorda che il vero patrimonio lasciato da un genitore non sono i beni materiali, ma i valori, gli insegnamenti e l’amore ricevuto.

Lineamenti delicati ma volitivi,
occhi chiari, piccoli,
ma penetranti e sinceri;
mio padre era una miniera
di valori umani.
Discreto e rispettoso
era per me porto sicuro :
mi leggeva nel cuore.
Ascoltava senza giudicare
e, quando dava consigli
mescolava rigore a tenerezza
per non creare disagi.
Era facile, costruttivo
confrontarsi con lui .
A volte, negl’ultimi tempi,
curvava un po’ la schiena
ed io, sorridendo, gli dicevo:
“Papà, guarda il cielo!”
Egli, drizzandosi altero,
ammiccava divertito
porgendomi il braccio,
perch’io m’appoggiassi a lui.
Era bello, troppo bello
averlo accanto!.