”Quando giù nel Tavoliere tutto arde la calura a Panni, sull’altopiano Pan, si gode la frescura“ *
 Già il titolo ci porta a pensare di un paese dove paesaggio incontaminato e tanta aria salubre si intrecciano fra loro creando un territorio da favola, un mondo affascinante.
A prima vista può sembrare un paese difficile eppure quei luoghi custodiscono autentiche riserve naturalistiche che meritano di essere visitate. Per questo armatevi di macchina fotografica e via, fra colline, boschi, ruscelli che saranno la scenografia del vostro vagabondare e godervi appieno il bel paesino di montagna che si chiama Panni in provincia di Foggia.
Godetevi le stradine del paese, gli uccelli, il verde, l’aria incontaminata a testimonianza di un territorio ancora sano. Alla fine, dopo tanto girovagare per il paese e fra queste bellezze naturali, un pò di relax sicuramente vi farà bene. Non aspettatevi grandi cose, ma parlate con la gente, entrate nei piccoli negozi, sedetevi sulle panchine della passeggiata del Castello, godetevi le prelibatezze della cucina locale. Guardate tutto l’insieme ed avrete in regalo la sensazione di aver scoperto un mondo sconosciuto e da favola riportandovi indietro nel tempo; visitate questa perla del Subappenino.
Una passeggiata nel bosco, in silenzio, riempiendosi i polmoni del profumo della resina dei pini, mentre la luce filtra tra i rami. Un pomeriggio di relax, sdraiate su un morbido tappeto di erba rivolgendo lo sguardo al cielo.
Da quanto tempo non ti concedi una pausa d’immersione nella Natura? Intanto chiudi gli occhi e non sarà difficile materializzare nella tua mente questi possibili scenari.
La sensazione che ne trarrai sarà d’immediato benessere, La Natura fa parte di noi, ma di cui ci siamo dimenticati.
Aristotele scriveva che “il medico cura, la Natura guarisce”
Panni vi aspetta con tutte le sue sagre, con tutti i suoi prodotti, con tutti i gioielli del suo territorio, con tutta la sua Natura. .

08-Una dolce leggenda

La primavera era arrivata improvvisa ed il giardino aveva scacciato gli opachi colori dell’inverno vestendosi di sole, fiori e profumi intensi. L’aria frizzante portava ovunque il piacevole odore delle variopinte fresie e rendeva quella domenica ancora più festosa. La nonna era intenta ad eliminare qualche foglia secca e qualche filo di coda di volpe per rendere più facile la vita ai magnifici fiori che aveva piantato. La nipotina, ormai adolescente, nel suo vestitino vaporoso sembrava proprio un bel fiore ed era venuta a salutare la nonna prima di uscire con le amichette. Era bello vederla entusiasmarsi nell’apprezzare i primi fiori  e l’armonia delle aiuole. Ad un tratto la giovanetta richiamò l’attenzione della nonna: ” Nonna, c’è una piantina nuova, non l’ho mai vista prima! Come si chiama?” Pronta la no nna le si avvicinò : ” Hai ragione – le disse- questa è una pianta spontanea che non è mai fiorita prima d’ora nel nostro giardino. E’ conosciuta con diversi nomi; quello che mi piace maggiormente è ” Soffione” . Vedi, da questo che sembra un grosso bocciolo allungato, a piena maturazione, verrà fuori un’infiorescenza formata da tanti semi avolti da una vaporosa peluria bianca che ai primi soffi di vento volano leggeri in tutte le direzioni.”  La ragazza guardava con ammirazione la sua nonnina che, sorridendo, continuò: “Su questa pianta c’è un’antica leggenda per cui  se qualcuno affida ai suoi semi un desiderio ed un seme va a rifiorire lontano, quel desiderio si realizza. Chissà quale tenera speranza custodiva il seme che è fiorito nel nostro giardino! Quando questo fiore si schiuderà, anche tu potrai soffiare sul suo “pappo” ed esprimere un desiderio”. “Davvero?!” esclamò la fanciulla e nei suoi occhi brillò un sogno che le fece battere il cuore ed infiammare le guance.

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