”Quando giù nel Tavoliere tutto arde la calura a Panni, sull’altopiano Pan, si gode la frescura“ *
 Già il titolo ci porta a pensare di un paese dove paesaggio incontaminato e tanta aria salubre si intrecciano fra loro creando un territorio da favola, un mondo affascinante.
A prima vista può sembrare un paese difficile eppure quei luoghi custodiscono autentiche riserve naturalistiche che meritano di essere visitate. Per questo armatevi di macchina fotografica e via, fra colline, boschi, ruscelli che saranno la scenografia del vostro vagabondare e godervi appieno il bel paesino di montagna che si chiama Panni in provincia di Foggia.
Godetevi le stradine del paese, gli uccelli, il verde, l’aria incontaminata a testimonianza di un territorio ancora sano. Alla fine, dopo tanto girovagare per il paese e fra queste bellezze naturali, un pò di relax sicuramente vi farà bene. Non aspettatevi grandi cose, ma parlate con la gente, entrate nei piccoli negozi, sedetevi sulle panchine della passeggiata del Castello, godetevi le prelibatezze della cucina locale. Guardate tutto l’insieme ed avrete in regalo la sensazione di aver scoperto un mondo sconosciuto e da favola riportandovi indietro nel tempo; visitate questa perla del Subappenino.
Una passeggiata nel bosco, in silenzio, riempiendosi i polmoni del profumo della resina dei pini, mentre la luce filtra tra i rami. Un pomeriggio di relax, sdraiate su un morbido tappeto di erba rivolgendo lo sguardo al cielo.
Da quanto tempo non ti concedi una pausa d’immersione nella Natura? Intanto chiudi gli occhi e non sarà difficile materializzare nella tua mente questi possibili scenari.
La sensazione che ne trarrai sarà d’immediato benessere, La Natura fa parte di noi, ma di cui ci siamo dimenticati.
Aristotele scriveva che “il medico cura, la Natura guarisce”
Panni vi aspetta con tutte le sue sagre, con tutti i suoi prodotti, con tutti i gioielli del suo territorio, con tutta la sua Natura. .

18-Meglio Così

Paola era eccitata nel prepararsi per uscire col suo ragazzo, quel sabato
sera aveva indossato un vaporoso vestitino estivo che le donava tanto e
si pavoneggiava, nella stanza da letto dei genitori, di fronte all’armadio
dal doppio specchio; già pregustava i complimenti dell’amato e le sue
guance si coloravano di porpora per l’emozione.
Giorgio, infatti, quando la vide le sussurrò:” Oggi sei una vera apparizione, sei bellissima!”, le aprì galantemente la portiera dell’auto
e, con un gran sorriso, le offrì una magnifica rosa rossa.
Paola era felice e, civettuola, chiese:” Dove andiamo stasera?”
Giorgio rispose:” I miei amici ci aspettano per una serata danzante- e
aggiunse – Ti prego, cerca di essere più partecipe alle loro facezie.”
Paola si rabbuiò ed il suo entusiasmo si spense: gli amici di Giorgio le
erano simpatici ma non riusciva a ridere e nemmeno a sorridere alle loro
battute pesanti, ai doppi sensi, alle barzellette, a dir poco, osè.
Non aveva mai apertamente espresso il suo disagio ma, spesso, si isolava
quando si cadeva in quelle che Giorgio definiva “facezie”.
Ne era seguita una piccola discussione che aveva alquanto amareggiato
Paola e che si era conclusa, da parte di Giorgio, con un sentito: “Sii
pure te stessa, a me piaci proprio per la tua delicatezza!”
L’affermazione era gradita ma l’umore di Paola era decaduto e la giovane
donna appariva pensierosa. Nella sua mente si affollavano idee contrastanti e, come sempre nei momenti di riflessione, udì la voce (che
lei definiva ” il mio grillo parlante” rubando l’espressione a Collodi),
che la sollecitava a non sciupare col risentimento una serata così ricca di aspettative. Paola sapeva che quella vocina delicata e simpatica le
era amica e si lasciò guidare sforzandosi di rasserenarsi: aveva accanto il suo ragazzo che l’amava, non era il caso di dispiacersi.
Dopo un breve tragitto giunsero al night dove li aspettavano gli amici.
La più vivace tra le ragazze del gruppo, vedendoli arrivare, esclamò con
tono faceto:” Zitti, zitti, arriva la puritana!” e scoppiò in una fragorosa risata. La prima istintiva reazione di Paola fu di scappare via
ma il suo grillo le sussurrò:” Perchè ti risenti?, è meglio così che senza “ri” non ti pare?”
Paola sorrise ed, a fior di labbra convenne:” Si!, hai ragione è meglio così che senza “ri”!” e si unì alla comitiva in pace con se stessa,
pregustando una serata che,ancora, sperava divertente.

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